Fauna

Animali sono presenti nell’arte e artigianato giapponese, rappresentando varie simbologie.  Diversi animali sono associati a diversi stati, o auspici.  Ci sono i dodici animali o creature dello zodiaco giapponese (Eto), per i cicli di dodici anni in un ciclo di 60 anni, che nel tempo sono stati legati anche al Buddismo.  Ogni creatura dello zodiaco è associata a una delle divinità protettrici Buddiste:  quattro animali sono associati alle quattro divinità che difendono le quattro direzioni principali (N, S, E, O) e gli altri otto (due animali per ogni divinità) i quattro punti cardinali in mezzo (NE, SE, SO, NO).  Inoltre, in tempi antichi, gli intervalli o tempi della giornata erano chiamati con i nomi degli animali dello zodiaco, e perciò, ogni intervallo durava due delle nostre ore (essendo soltanto dodici animali).

Ariformica, il Kanji è composto di due parti:  il radicale per insetto, e la parola “Gi” per rettitudine, onore, giustizia.  La parola “grazie” in giapponese, grazie a un gioco di parole, rappresentata da un disegno di dieci formiche (Ari - ga - tō……蟻が十).

Chidoripiviere, un uccello d’inverno, associato all’estate perché ricorda la frescura invernale e da sollievo durante il caldo…è spesso rappresentato insieme ad onde.  E’ considerato di buon auspicio grazie al suo verso “Chiyo” che è omofono con “mille anni” (“per sempre”).  Esiste anche una parola “Chidoriashi” composta di Chidori e Ashi (gambe) per descrivere l’andamento degli ubriachi.

Cyōcyōfarfalla, creduta l’anima sia dei vivi che dei morti, “gioia, longevità”.  Sono spesso raffigurate su kimono portato da bambine per la Festa di “Shichigosan” (7 - 5 - 3) del 15 novembre, tre momenti di passaggio di età in Giappone (nel passato):  a tre anni le bambine (e bambini) potevano fare crescere i capelli, e a sette anni, le bambine potevano portare l’Obi per la prima volta per “chiudere” il Kimono (mentre a cinque anni, invece, i bambini potevano portare Hakama, l’equivalente di una sorte di largo pantalone portato sopra la parte inferiore del kimono).  La festa ha avuto inizio per celebrare la crescita e benessere dei bambini.

Ebigambero, aragosta, astice, per la sua forma curva ricorda la schiena di un anziano, dunque “longevità”, “buona fortuna” e viene incluso nei cibi di buon auspicio (Ōsechi ryōri) per il capodanno.  Simboleggia “rinnovamento” perché cambia carapace mentre cresce.

Fukurōgufo, omofonia con due parole o gioco di parole:  una è Fuku + kuru (buona fortuna + venire);  l’altra Fu + Ku + (non + dolore/sofferenza + problema/difficoltà)…”buona fortuna, nessuna difficoltà, nessun dolore o sofferenza”.

Hebiserpente, uno degli animali dello zodiaco, “saggezza”.  E’ associato alla deità o Kami Buddista e Shinto, Benzaiten o Benten, della quale è messaggero oppure avatar.

Hitsujipecora, uno degli animali dello zodiaco, “gentilezza”.

Hōōfenice,  “gioia, immortalità, rinascita”…si diceva che apparivano soltanto in periodi di pace e prosperità, “buona fortuna”, o al momento della nascita di un nuovo leader o epoca.

Hotarulucciola, parola Kigo per estate.  “Nostalgia” perché si accende e si spegne, e per la vita breve.

Inoshishicinghiale, un animale dello zodiaco…”determinazione, arrivare alla meta senza deviare”.

Inucane, un animale dello zodiaco, “fedeltà, devozione”.  Cani bianchi sono considerati di auspicio migliore.  Inu è parte del nome Komainu, uno dei tipi di cane-leone in pietra (vd. Shishi), protettori dei santuari Shinto, in posa con la bocca chiusa.

Kaerurana,  “buona fortuna”.  Omofonia con parola “tornare”…”tornare sano e salvo, far tornare i soldi in tasca, far tornare la buona salute”.

Kametartaruga, “buona fortuna”…spesso raffigurate (Minogame) con appendice di alghe, rappresentante la barba di un anziano “longevità, felicità”.   Un disegno di buon auspicio ricorrente nell’arte giapponese è Kikkō, stilizzato guscio di tartaruga a esagoni.

Kingyopesce rosso, “buona fortuna, prosperità”.  Associato alla prosperità, anche grazie al KanjiKin”, o oro.  E’ una parola Kigo (stagionale per poesie Haiku) per estate.

Kirigirisugrillo, parola Kigo per autunno, “nostalgia”.

Kitsunevolpe, associate in coppie alla divinità o Kami, Inari, la divinità del riso…sue messaggere.  Era considerato un animale intelligente e magico che poteva mutare forma.  Di fianco a figure di Inari, nei vari santuari Shinto, si trovano due volpi, con bavaglio (Yodarekake) rosso appeso alle statue delle volpi in segno di rispetto.  Si credeva che tofu fritto (Aburaage) fosse il cibo preferito dei Kitsune e veniva offerto a loro…esiste un piatto, Kitsune Udon, con tofu fritto sovente tagliato a triangoli rappresentante le orecchie della volpe, appoggiato sopra i noodles Udon.  Kitsune è anche una maschera del Teatro Noh.

Koi carpa, “perseveranza, successo, forza”…arriva alla meta salendo controcorrente.  I Koinobori, un tipo di aquilone tubolare, vengono appesi fuori dalle case per la Festa dei Ragazzi (Kodomo no Hi), il 5 maggio, per augurare buona fortuna, forza, coraggio, successo e buona salute ai figli.  La parola Koi è omofono di una parola per “amore”.

Kōmori pipistrello, “buona fortuna, longevità”.  Il suono della parola è composto di due omofoni:  , felicità;  e Mori, accumulare.  Si trova il Kanji per Kotobuki (“auguri/congratulazioni, longevità”) riprodotto in arte giapponese, mutando forma per diventare un pipistrello stilizzato.

Meushimucca,  animale industrioso, pieno di forza:  “buona salute”.  L’Akabeko, una mucca rossa leggendaria, era considerata un simbolo di devozione al Buddha;  giocattoli in carta pesta, basata sull’Akabeko, furono (e sono) prodotti con la credenza che il giocattolo proteggeva contro il vaiolo…il rosso essendo anch’esso protettivo contro le malattie.

Nekogatto, “buona fortuna, protezione”, dall’antichità perché tenuti da contadini per proteggere il riso (e anche dai allevatori di bacche di seta) dai topi.  Il Maneki Neko, o “gatto che invita/chiama” (con la zampa alzata), secondo leggenda, ha salvato un nobile, guerriero, ecc. dall’ essere colpito da un lampo, da un’imboscata, ecc. facendo sviare il personaggio dalla sua strada per la curiosità di comprendere la ragione del gatto che lo chiamava.  In Giappone, il 22 febbraio è il Giorno del Gatto (Neko no Hi).  Ci sono santuari per onorare i gatti, ma nella cultura Buddista e Shintoista giapponese i gatti sono sia sacri sia temuti come spiriti (il Bakeneko, un Yōkai, simil fantasma).  Dal modo in cui il gatto pulisce il viso (con la zampa) aiuta a prevedere il tempo (pioggia), e dunque sono apprezzati dai pescatori.  Detto giapponese:  Neko ni Koban…(moneta a un gatto)…”inutile offrire qualcosa a una persona incapace di apprezzarla”.

Nezumitopo, ratto, animale dello zodiaco. “intelligenza, agilità, industriosità”.  E’ presente soltanto quando c’è abbondanza, dunque “prosperità”, ed è legato a uno dei Sette Dei della Fortuna (Shichifukujin), Daikoku, dio della prosperità, contadini, cibo e buona fortuna.

Oshidorianatra mandarina, in coppia “felicità in matrimonio”.

Ryū / Tatsudrago, creature dello zodiaco, “potere, forza, protezione”.  Divinità associata all’acqua, e al Buddismo (ci sono leggende che vivevano in stagni o laghi vicino ai templi, i nomi di vari templi Buddisti incorporano la parola per drago), e al Shinto, diversi dai draghi europee, dovuto al fatto che mancano le ali.  Il Drago Blu (Seiryū), rappresentato nel Tempio di Kiyomizu, per esempio, protegge la città di Kyoto all’nordest.

Saruscimmia, “intelligenza, energia”, animale dello zodiaco, presente anche nel Teatro Noh e Kabuki.  Era protettore delle stalle, contro il male:  saru, un’omofono, vuol dire “mandare via, espellere”.  Si crede che l’espressione delle tre scimmie, coprendo alternatamente occhi, bocca ed orecchie, aveva origine in Giappone, dove le scimmie sono associate anche al Buddismo e Shintoismo, come messaggere.  Le tre scimmie sono formate da un gioco di parole “Mizaru, Kikazaru, Iwazaru”…ovvero: non vedere, non sentire, non dire…”riservatezza”.  Detto giapponese:  Saru mo Ki kara ochiru…(anche una scimmia può cadere da un albero)…”anche un esperto può sbagliare”.

Shishicane-leone, protettore in pietra di templi Shinto, spesso in coppia con un Komainu, ma con la bocca aperta.  Spesso raffigurato con peonie (Botan) dal pezzo “Shakkyo” dal Teatro Noh…le danze del leone nel Teatro Kabuki derivano dal Shishi.  Lo Shishimai o Danza del Leone è tradizionale a capodanno.

TaiPagrus major (di aspetto simile all’orata, ma rosso), di buon auspicio a matrimoni, capodanno, per via del color rosso…e per un gioco di parole “Omedetai” traducibile in “felicità, di buon auspicio”.

Tanukicane procione, “buona fortuna”, e associato in particolare a otto “attributi” che portano bene quando raffigurato in disegni o statuine.  E’ legato a molte leggende, apparendo anche come Bake-danuki o Yōkai (fantasma, strano essere).  Ama cambiare forma (come la volpe, Kitsune, che lo fa per tentare le persone) ed apparenza per ingannare esseri umani e renderli ridicoli.

Tonbolibellula, Kigo (parola stagionale per poesie Haiku) per tarda estate/inizio autunno, “buona fortuna, coraggio, forza, felicità”, trovate raffigurate anche su oggetti usati da Samurai, es. su Kabuto (elmo), Tsuba (guardia della spada) e sella.

Toratigre, animale dello zodiaco, “coraggio, protezione contro demoni”, il re degli animali selvatici.  Si diceva che le tigri possono correre una distanza enorme, per poi tornare…per estrapolazione: “Tora, Tora, Tora” è stato usato come segnale per lanciare l’attacco a Pearl Harbour…con il desiderio del ritorno…e nel passato piccoli talismani a forma di tigre erano importanti per soldati.

Tsubamerondine, Kigo, o parola stagionale per uso nelle poesie Haiku, per indicare primavera…”buona fortuna”.  Essendo di buona fortuna, rende felice anche quando rondini costruiscono il loro nido sulla casa.

Tsurugru, “buona fortuna, longevità, felice matrimonio”.  La gru è simbolo di "pace, buona salute e speranza", grazie anche al tentativo fatto da una giovane vittima della bomba atomica a Hiroshima di realizzare mille gru in Origami (Senbadzuru) per guarire dalla leucemia.  Si diceva che le gru vivono mille anni.

Umacavallo, uno degli animali dello zodiaco, “leadership, intelligenza, lealtà, coraggio”.

Usagiconiglio, lepre, nello zodiaco, “devozione, altruismo”, anche in Buddismo.  Leggenda racconta che il coniglio si è buttato nel fuoco per offrirsi come nutrimento a Taishakuten, divinità guardiano dei Buddisti, che protegge sia divinità sia esseri umani dal male.  Le ombre viste sulla luna sono percepiti dai giapponesi come un coniglio che pesta riso per formare "polpette" o “Mochi”…spesso i conigli vengono raffigurati guardando la luna.

Ushibue, animale dello zodiaco, “forza, aiuto, industriosità”...è un animale che lavora vicino all'uomo, spesso traina un carro nell'arte giapponese.