INFORMAZIONI CARTA WASHI

CARTA GIAPPONESE (Washi : wa = giapponese, shi = carta)

La carta inizialmente era portata in Giappone dalla Cina in 610 DC dai monaci Buddisti per scriverci i sutra.  Nel 9° secolo DC i giapponesi erano già diventati esperti nella manifattura di carta di qualità eccelsa, e nei secoli l'arte della produzione è stata tramandata nelle famiglie da una generazione all'altra.  Oggigiorno competizione è severa grazie a produzioni da manodopera meno cara da altre parti del globo, ma la tradizione viene comunque mantenuta con produzione di carta di ottima qualità con diverse tecniche di fattura, colorazione, e stampa. 

Washi è carta giapponese originariamente fabbricata a mano dalle lunghe fibre interne di tre piante.  Kozo (gelso da carta), l'elemento "maschile" dalle fibre robuste; Mitsumata (edgeworthia chrysantha della famiglia daphne), l'elemento "femminile", delicato, morbido e modesto; e Gampi (famiglia daphne), elemento "nobile" ricco e longevo.

Nella manifattura della washi le fibre delle piante impiegate sono pestate e tirate piuttosto che macinate come nella produzione di carta "moderna", conferendo più forza e flessibilità al prodotto finale.  Anche la più recente serigrafata carta Chiyogami fatta da macchine è composta di circa 70% fibre di Kozo, donandola un'effetto più flessibile e "caldo". 

Le carte washi sono decorate con stampe intagliate a mano in legno (xilografia), o con stencil che vengono ripetutamente spostati per ripetere il motivo (katazome), o con serigrafia attraverso teli di seta (chiyogami), o usando colla di amido di riso per bloccare colori mentre si applica il disegno (yuzen).  Questi metodi di colorazione e disegno della carta sono simili a quelli usati per i tessili.

Carta washi viene utilizzata in restauro, per lampade, per rilegatura dei libri,per scriverci sopra (con inchiostro sumi a base di carbone naturale), per origami, per impachettatura, per fare bigiotteria, per bambole, per aquiloni, ecc.